Coast to coast in provincia di Messina

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dalla terrazza del Grand Hotel Timeo

La provincia di Messina potendo contare sulla lunga dorsale tirrenica circa 160 km e quella jonica per un’altra ottantina di km tra le nove province siciliane è quella più dotata di coste. Arrivando da Palermo dopo una doverosa sosta a Santo Stefano di Camastra per fare un giro tra i rinomati ceramisti locali, la prima tappa che mi sento di consigliare a un viaggiatore gourmet è Caprileone, dove appena fuori l’abitato, al centro di cui curiosamente capeggia un grande scheletro abbandonato da anni che può sembrare una enorme chiesa, ovviamente incompiuta, senza purtroppo per nulla somigliare alla Sagrada Familia, c’è l’Antica Filanda.

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L’incompiuta di Caprileone

Il locale della famiglia Campisi è dotato anche di una dozzina di comode stanze e di un panoramicissimo dehor estivo sulle Isole Eolie. Per quanto di chiara matrice isolana e prettamente stagionale quella dell’Antica Filanda è una cucina originale, creativa, nitida nei sapori e molto variegata nella scelta. Il taccuino del mio ultimo passaggio segna: arancino di cous cous alle verdure su salsa di pomodoro e lo sformatino di funghi e patate con sfilacci di carne secca, pappardelle al ragù di maialino nero dei Nebrodi, timballo di tagliolini ai carciofi e salsiccia di maialino nero dei Nebrodi.

Il servizio vi coccola senza stressarvi e la carta dei vini oltre ad essere notevole offre un sacco di buone etichette a prezzi più che onesti. Proseguendo verso Messina è obbligo per il viaggiatore gourmet azionare la freccia ed uscire allo svincolo di Milazzo e proseguire quindi verso il centro. La cittadina tirrenica offre molto dal punto di vista gastronomico, sicuramente più del capoluogo, noi abbiamo previsto due opzioni la prima è Il Bagatto, appetibile per chi al pesce preferisce la carne magari accompagnata da un buon vino rosso d’annata. Il locale di Raffaele e Chiara Esposito si trova in centro e dispone anche di una mezza dozzina di stanze arredate con gusto ed elementi di interior design, il ristorante invece ha un grande bancone in ceramica di Caltagirone e una decina di tavoli. La cucina, dove regna Chiara, offre piatti ben fatti e gustosissimi, da non perdere la pasta al ragù bianco di coniglio, lo sformatino di melanzane, l’insalata fredda di coniglio e capperi di Salina, le tartare di carne. Di vaglio la selezione di salumi e formaggi, in stagione non mancano mai funghi e tartufi. Il vulcanico Raffaele, oste dalla simpatia prorompente, saprà ben guidarvi nella scelta del vino.

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Raffaele del Bagatto e Renato del Doppio Gusto

Per chi invece ama il pesce la tappa obbligatoria è il Doppio Gusto proprio accanto il Palazzo Municipale. Il locale dei fratelli Maiorana ha un ampio dehor vista mare e una bella sala interna dominata dalla cucina a vista. In cucina Matteo prepara quotidianamente piatti della tradizione siciliana ma anche sfizi nati dal suo estro creativo, piatti dove a farla da padrone è la materia prima sempre freschissima.

Crudi, carpacci e tartare per iniziare, ma anche crostini ai ricci o la sontuosa catalana di crostacei. Linguine all’astice, involtini di spada a ghiotta, hamburger di tonno, pesce al sale, la scelta è sempre ampia e variegata e cambia praticamente giornalmente in base a quello che arriva dal mercato e da un paio di pescatori locali che hanno l’esclusiva con questo ristorante. In sala il bravo quanto simpatico Renato, l’altro fratello, che soprintende anche alla carta dei vini, non proprio ampia quest’ultima ma zeppa di vini di qualità. Superata Messina si passa dal Tirreno allo Jonio e proprio in riva al mare troviamo il Ristorante Da Nino a Letojanni il locale dei fratelli Ardizzone.

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Gianni Ardizzone il mitico patron di Nino a Letojanni

D’estate si apparecchia nella berra terrazza in spiaggia dove lo sguardo spazia dal mare sino alla sommità dell’Etna passando per Taormina. In questo locale da sempre si celebra il pesce, in tutte le sue declinazioni, ma sempre più che freschissimo, anzi vivo. Si inizia con le crudità come la tartara di tonno, il carpaccio di spada, poi frutti di mare, gamberi e scampi e tutto quello che può offrire il mercato, ottima pure la catalana di astice o aragosta o la saporita parmigiana di pescespada. Tra i primi da non perdere le generose linguine ai ricci, per secondo scegliete un pesce e fatevelo cucinare come più vi piace: al sale, ai ferri o all’acqua di mare. In conclusione torta o gelato al pistacchio davvero super.

Servizio professionale e sempre attento, capitanato da patron Gianni Ardizzone e dal maitre Gianni Bartolotta e carta dei vini con tantissime eccelenze italiane e francesi. Da Letojanni a Taormina il passo è breve e anche qui la scelta su dove andare a mangiare è ampia e variegata, noi abbiamo scelto tre diverse location per accontentare tutti i gusti e tutte le tasche. Per chi vuole un’ottima cucina tradizionale ben fatta e con materie prime attentamente selezionate e senza svenarsi al momento del conto l’indirizzo giusto è Tischi Toschi in un vicoletto del corso Umberto. lucaQuattro tavolini esterni ambitissimi d’estate e una sala calda e accogliente nei toni del legno e delle belle ceramiche di De Simone. Patron e anima del locale Luca Casablanca che dietro ai fornelli c’è arrivato per passione lasciando il precedente lavoro di gioielliere. La cucina spazia a seconda della stagione dal macco di fave, alla caponata o alla parmigiana, dal pesto trapanese al trusceddu messinese, sarde a beccafico o allinguate e tantissime altre piatti sempre rigorosamente della tradizione siciliana. Anche la carta dei vini parla siciliano, gentile il servizio e conto leggero. Per chi invece ama una cucina gourmet ma attenta alle materie prime locali e alla stagionalità in un contesto informale c’è invece il nuovo locale di Andreas Zangerl che semplicemente porta il suo nome Andreas, lo trovate proprio di fronte l’ingresso della villa comunale. Andreas ve lo ricorderete quando guidava prima la cucina della stella Michelin “Casa Grugno” e poi al Metropole adesso invece finalmente cucina per un locale tutto suo. La cucina di Andreas è leggera e saporita, mai troppi ingredienti, mai abbinamenti troppo sopra le righe, tra i piatti dell’ultima visita ricordiamo la

panzanella di gamberi, i paccheri con crema di zucchine lunghe, vongole, cozze ed altri frutti di mare e mollica tostata, la zuppa di pesce allo zafferano con crostino all’aglio e la torta di ricotta. La scelta ovviamente è più ampia e cambia spesso. Servizio curato e bella carta dei vini con tante buone etichette italiane e straniere. Il conto nei canoni della normalità così come i ricarichi dei vini. Se invece volte concedervi un’esperienza davvero unica in una delle più belle terrazze d’Italia andate a cena al Grand Hotel Timeo, magari durante la bella stagione quando prima di accomodarvi al tavolo potrete gustarvi un aperitivo al tramonto davanti ad un panorama più unico che raro che partendo dal Teatro Antico abbraccia tutta Taormina e il suo Golfo, l’Etna sino in cima e il mar Jonio sin quasi Catania. timeo1 La cucina del bravissimo e giovanissimo Roberto Toro è estremante versatile, molto mediterranea e ricca di profumi e sapori e anche esteticamente bella a vedersi. Segnaliamo tra le cose che più abbiamo apprezzato il Battuto di Capesante con Citronella, Avocado, Mela verde, Olio al Mandarino, gli Spaghetti di Pasta fresca con Ostriche, Crema di Prezzemolo e briciole di Mare la Triglia in Fiore di Zucca con Fave fresche e salsa di Pecorino Siciliano e la Zuppetta di Frutti rossi con Gelato al Cioccolato bianco e Rosmarino.

 Carta dei vini impostata dal bravissimo Giuseppe Privitera che elenca il meglio dell’enologia italiana e tante buone etichette estere soprattutto francesi. I prezzi sono ovviamente da ristorante di Hotel a Cinque Stelle Lusso ma non esagerati tanto che il rapporto prezzo qualità resta nel campo positivo.

Massimo Lanza 

 

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Informazioni su Massimo Lanza

Scrivo di Vino e Cibo
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Una risposta a Coast to coast in provincia di Messina

  1. ilgustodigiulia ha detto:

    Indicazioni molto interessanti e accurate, complimenti!

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