Grands Jours de Bourgogne 2016

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Chateau du clos de Vougeot

Il 2016 è stato l’anno della XIII edizione de Les Grands Jours de Bourgogne  la manifestazione biennale ben organizzata dall’Association des Grands Jours de Bourgogne. Chiariamo subito che non si tratta della solita fiera, Les Grands Jours si propone, riuscendoci, con una formula unica ed originale, di far degustare i vini di Borgogna nel territorio d’origine. Così per una settimana i quasi tremila tra giornalisti, buyer, importatori, enotecari e ristoratori provenienti da tutto il mondo andando su e giù per tutta la Borgogna hanno modo di assaggiare in location suggestive  migliaia di vini compresa l’anteprima dell’ultima annata in commercio. Il primo giorno tradizionalmente è dedicato a “Les Portes d’Or de la Bourgogne” ovvero a Chablis e ai terroir vicini per poi

spostarsi dal giorno successivo su e giù per la Borgogna da Gevrey Chambertin sino Mersault passando per Beaune, Corton, Mercurey, Vougeot, per più di una dozzina di location differenti e sino a cinque degustazioni al giorno. In anteprima il millesimo 2014 appena uscito in commercio, qualche 2015 appena imbottigliato e qualche annata più vecchia per dare un termine di comparazione ai degustatori su come evolveranno i vini presentati in anteprima. L’attenzione verso i vini di Borgogna è cresciuta in maniera esponenziale nell’ultimo decennio, questa regione considerata di nicchia era infatti conosciuta e apprezzata soprattutto dagli estimatori del Pinot Noir e dello Chardonnay che da sempre si producono in loco, ma non aveva la visibilità e in molti casi neanche i prezzi dei vini di Bordeaux ad eccezione di qualche produttore come ad  esempio Romanée Conti, Henry Jayer, Madame Leroy o Madame Laflaive. Sino ad una decina di anni fa pur vendendo

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Vosne Romanée

tranquillamente tutta la produzione per i vini di questa stupenda regione non c’era certo la corsa all’accaparramento odierno e i prezzi seppur più alti della media erano comunque avvicinabili. La corsa all’acquisto dei vini di Borgogna degli ultimi 10 anni ha scatenato un altrettanto rapido quanto logico aumento dei prezzi a fronte di una produzione rimasta praticamente invariata. Serve ricordare che la superficie vitata dei 33 Grand Cru e dei tantissimi Premier Cru, quelli che tirano prezzi molto più alti dei village e dell’appellazione regionale, è pressoché la stessa da secoli e che l’unico fattore che incide sul numero di bottiglie prodotte annualmente  è l’andamento meteorologico del millesimo. Tutta la Borgogna, comprese le appellazioni regionali, conta su 28.841 ettari, per circa 1,4 milioni di ettolitri ovvero solo il 3%  dell’intera produzione francese. Su questa 

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Corton

cifra di 1,4 milioni di ettolitri la produzione di Grand Cru incide soltanto per l’1% e quella dei Premier Cru e dei Village per il 48 %. Nel dettaglio il 61% dei vini prodotti in Borgogna è bianco mentre solo il 29% rosso, il resto è invece Cremant de Bourgogne (spumante) . Il vigneto è invece quasi per metà a Chardonnay, il 34 % a Pinot Noir, il 10% a Gamay e il 6% ad Aligoté. Il 2014  é stato giudicato un buon millesimo nonostante un andamento climatico che sino ad agosto ha lasciato temere il peggio. La primavera è stata calda e soleggiata e ha piovuto pochissimo. Una violenta grandinata a fine giugno ha prodotto

danni consistenti in alcune zone della Cote de Beaune e a luglio ed agosto ha piovuto ben oltre la media stagionali con un notevole abbassamento delle temperature. Fortunatamente settembre é stato caldo e asciutto consentendo alle uve di maturare e arrivare sane in cantina. Personalmente dopo tanti assaggi credo che nel 2014 si siano prodotti soprattutto ottimi bianchi ricchi di acidità e frutto mentre i rossi si distinguono più per l’eleganza e un buon equilibrio complessivo, però necessitano di qualche anno ancora di bottiglia per essere meglio apprezzati. Il millesimo 2015 è univocamente ritenuto un millesimo straordinario, per via di un andamento climatico perfetto che ha prodotto uve sane e ben mature in mirabile equilibrio con acidità e maturazione fenolica. Già molto

espressivi i bianchi, grande purezza aromatica con  belle note di frutta e fiori, vini di grande equilibrio, di una freschezza incredibile e ricchissimi al palato, non potranno che migliorare nel tempo e avranno lunghissime evoluzioni. I rossi colpiscono sin dal colore, intenso e brillante, si tratta di vini dotati di struttura e corredo aromatico di eccezionale complessità come non accadeva da anni, tonici e carnosi, ricchi di tannini fitti, setosi e levigati, incredibilmente equilibrati ed eleganti. Vini godibili sin da adesso ma capaci anche di superare indenni le insidie del tempo. Un’annata da fare le scorte per il futuro. Tantissimi i vini degustati mi limiterò a segnalarvene qualcuno che mi ha particolarmente colpito conscio che per ragioni di spazio farò torto a tanti altri vini degni di nota.

 

William FEVRE – Chablis Grand Cru Les Clos 2014

Les Clos con i suoi 25 ettari è il più grande dei 7 Gran Cru di Chablis. La versione di Fevre, uno dei produttori storici di Chablis,si presenta al naso con profumi di frutta e fiori gialli, spezie dolci e burro salato, il sorso è elegante, fresco e di rara persistenza.

Isabelle e Denis POMMIER – Chablis Premier Cru Fourchaume 2014 

Denis e Isabelle, coltivano in regime biologico tutti i loro 18 ettari. Il Fourchaume 2014 profuma di pietra focaia, zagara ed erbe aromatiche mentre in bocca è intenso, sapido, persistente

Daniel Etienne DEFAIX – Chablis Premier Cru Vaillons 2002

Non è un refuso, Daniel Etienne Defaix mette in commercio i suoi vini solo quando ritiene siano pronti. Il 2002 Premier Cru Vaillons è appena uscito. Elegantissimo complesso al naso con i suoi sentori di grafite, agrumi canditi, albicocca, menta e miele, freschissimo,  vibrante e lunghissimo il sorso.

Denis MORTET – Gevrey Chambertin Premier Cru Lavaux Saint Jacques 2013

Arnaud Mortet, che adesso dirige la cantina di famiglia, aveva lavorato per anni accanto al padre, l’indimenticabile Denis, prematuramente scomparso qualche anno fa. Il Lavaux Saint Jacques profuma di alloro, legno d’ulivo, agrumi scuri, lavanda e spezie piccanti, in bocca ha nerbo, sapidità e un bel finale tra frutto e sapidità.

Domaine Anne GROS – Echezeaux Grand Cru 2014

Anne Gros ha studiato enologia per poi assumere le redini dell’azienda di famiglia intorno al 1990. Attualmente coltiva 7 ettari quasi esclusivamente a Pinot noir. Complesso ed elegante l’Echezeaux ’14 ampio e fitto al naso mentre il bicchiere è segnato  da un’architettura tannica di rara eleganza.

GROS Frère et Soeur – Richebourg Grand Cru 2014

Ancora giovanissimo con spigoli, durezze e nervosismi di gioventù ma che già si fa apprezzare per un naso di rara complessità tra iodio, agrumi scuri, mirtilli, pepe e frutti rossi il bicchiere è teso, ancora dominato da tannini e acidità che non intimoriscono però il frutto nitido e tonico.

Domaine MONGEARD  MUGNERET – Clos de Vougeot 2014

La cantina di Vincent Mongeard possiede circa 30 ettari di vigneto distribuiti su ben 35 denominazioni differenti. Il Clos de Vougeot 2014 è un gran bel vino, ancora giovane, ma già in grado di suscitare emozioni, complesso e nitido al naso in bocca ha una strepitosa progressione gustativa, sapido e ricco di frutto e un bel ritorno delle nuance di torba, more, spezie, erbe mediterranee ben avvertibili al naso.

Domaine des PERDRIX – Echezeaux Grand Cru 2014

Il Domaine des Perdrix conta su una decina di ettari tra Nuits Saint Georges e Vosne Romanée. Piacevolissimo l’Echezeaux 2014, vino dinamico, complesso, che già di buona bevibilità. Frutti di bosco, fiori di lavanda, rosa passita e più fresche nuance balsamiche al naso mentre il bicchiere sfoggia tannini fitti ed eleganti ben affondati nel frutto e un bel finale lungo e persistente.

Domaine GUILLEMOT MICHEL – Virè Clessé Quintaine 2014

Emozionante questo Chardonnay da uve biodinamiche prodotto da Marc e Pierrette Guillemot con la figlia Sophie, che coltivano 6 ettari sulle colline calcaree di Quintaine a Classé. Al naso si inseguono sentori di lavanda, cera d’api, erbe aromatiche e frutta gialla mentre il sorso è cristallino, sapido e di straordinaria persistenza e lunghezza.

Denis JEANDEAU – Pouilly Fuissé Secret Mineral 2014

Annusando questo vino si può avere la sensazione di stare sulla battigia dopo una mareggiata, quando il profumo del mare si fonde a quello delle alghe e dei sassi, ma ci sono pure nuance di  essenze di agrumi, erbe aromatiche fresche, frutti bianchi e anice, in bocca è sapido, vibrante e ampio, con un persistente finale dove fa capolino anche un fresca nota mentolata.

Au Pied du MONT CHAUVE – Puligny Montrachet  1° cru La Garenne 2013

Buonissimo ed estremamente elegante il Puligny Montrachet  1° cru La Garenne 2013 di Francine Picard dal profilo olfattivo  ampio e persistenti di mandarancio, menta e ananas. Il sorso sapido, saporito, spesso ma non pesante, vibra di acidità e mostra una pulizia straordinaria, lunghissimo il finale agrumato

DE VILLAINE  – Bouzeron 2014

Aubert De Villaine è il dominus e socio di maggioranza del Domain de la Romanée Conti, ma anche il proprietario di questa piccolo cantina di Bouzeron. L’Aligotè di De Villain ha eleganti profumi di frutta a polpa bianca, agrumi ed erbe aromatiche, il bicchiere è freschissimo,sapido, l’acidità ancora tagliente e il finale di buona persistenza dove tornano gli agrumi.

Michel CAILLOT – Meursault Clos du Cromin 2013

Michel Caillot prima di intraprendere la carriera solista ha lavorato con lo zio Pierre Morey e al Domaine Leflaive. Il suo Clos du Cromin è un vino tosto, ricco, burroso di brioche calda, ma ben equilibrato da profumi più freschi, agrumi ad esempio ma anche note resinose e di menta fresca, il sorso austero e opulento è spinto da una vena sapida e da una fresca corrente acida, lunghissimo il finale. 

Domaine D’ARDHUY – Corton Charlemagne 2014

Il Domaine D’Ardhuy nella collina di Corton possiede vigne nei cru Clos du Roi, Renardes, Pougets e Hautes Mourottes tutti coltivati in regime di agricoltura biodinamica. Il  Corton Charlemagne 2014 si racconta al naso con intense note minerali che non riescono comunque a celare l’eleganza del frutto e del bouquet floreale, sapido, tagliente di acidità e dotato di tanto frutto al palato necessita solo di qualche anno di affinamento.

BONNEAU de Martray – Corton Charlemagne 2014

img_6390Monsieur Jean Charles Le Bault de la Moriniere possiede un vasto appezzamento di vigneto, coltivato in biodinamica, sia nel grand cru di Corton che nello Charlemagne. Il suo Corton Charlemagne 2014 ha un naso di rara eleganza tra frutto, resina alghe, roccia granitica erbe officiali e frutta tropicale, in bocca è pieno, fruttato ma sapido e freschissimo di acidità, da bere da qui ai prossimi 30 anni almeno.  

Domaine René LEQUIN COLIN – Chassagne Montrachet 1° cru Les Vergers 2014  

I Lequin sono vignerons sin dal 1679 e da sempre possiedono vigne tra Chassagne-Montrachet, Pommard, Corton e la natia Santenay. Il Les Vergers opulento, minerale, profuma di frutta esotica e agrumi, la sua bella struttura supportata da una tagliente spina acida gli regalerà lunga vita, da bere tra almeno due anni. 

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Informazioni su Massimo Lanza

Scrivo di Vino e Cibo
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