An Ghin Go e Mayolet due assaggi recenti

Qualche giorno fa ho provato uno dietro l’altro due vini prodotti da due vitigni autoctoni, di quelli che spesso in modo riduttivo vengono detti “minori”, come se la grandezza di un  vino si possa misure in base agli ettari coltivati. Il primo si chiama An Ghin Gò come l’incipit della nota filastrocca delle Tre civette sul comò …..   che infatti ritroviamo anche nella simpatica etichetta. Prodotto a Faenza in Romagna da Leone Conti non nuovo a battezzare i suoi vini con nomi insoliti e immaginifici ( Non ti scordar di Me, Emozioni Lato B, Impressioni di Settembre, Earth Heart, Oro et Laboro ….) da  Uva Ruggine, varietà che sino a qualche anno sembrava destinata alla scomparsa e che adesso è coltivata soprattutto nel ravennate e nel modenese.  L’An Ghin Gò è un vino che nelle intenzioni del produttore, peraltro dichiarate in retroetichetta, intende valorizzare questo vitigno autoctono, facendone un vino importante. Il millesimo bevuto era un 2006, vino fermentato e affinato in barrique di primo passaggio per otto mesi, di un bel colore paglierino carico dai riflessi dorati e brillanti, mentre il naso risultava ancora marcato dai sentori speziati di legno nobile, a seguire un bel frutto a polpa bianca decisamente maturo appena ingentilito da più freschi sentori floreali, suggestioni di erbe aromatiche e una vena minerale. Tutto sommato un profilo olfattivo buono seppur non originalissimo per via del legno. Decisamente più sorprendente al palato: frutto sempre ben maturo però equilibrato da una decisa componente acida che lo alleggeriva e non poco, supportata in questo da una fresca sapidità. Tutto sommato un vino piacevole da bere, con ancora almeno un paio di anni di prospettiva di beva, ma che vorrei prima o poi provare accanto ad un vino prodotto, se esiste, dallo stesso vitigno ma vinificato magari senza l’ausilio del legno piccolo. Il secondo vino scelto era un rosso della Val d’Aosta, il Mayolet  Vin des Seigneurs 2009 prodotto dalla Coopérative dell’Enfer,  una struttura di tipo cooperativistico, credo, tra produttori dell’Enfer.  A dare un occhiata in rete ai vigneti di questa azienda non c’è dubbio che rispecchiano perfettamente il concetto di viticoltura eroica di cui si sente spesso parlare a proposito dei produttori della Val d’Aosta. Pur conoscendo ed apprezzando i vini di questa regione non ne conosco direttamente il territorio, lacuna che mi riprometto però di colmare presto con un giro per le aziende di questa splendida regione che ci regala sempre vini di altissimo livello. Il Mayolet è un’uva autoctona valdostana anche questa non molto diffusa e da quello che mi dicono non sempre vinificata in purezza.   Il 2009 del Vin des Seigneurs ’09 mi ha davvero colpito, un amore a primo sorso direi, accattivante al naso per via di un fresco ed elegante bouquet, ricco di sfaccettature di piccola frutta di sottobosco, note vegetali di erbe aromatiche e una ricca componente minerale mentre dopo qualche minuto nel bicchiere arrivano anche delle note speziate e floreali che lo rendono ancora più piacevole. Anche il sorso è decisamente godibile il frutto resta integro e il tannino gentile e delicato è appena percettibile, la dolcezza del frutto e la rotondità complessiva del vino sono bilanciate da una bella sapidità che lo rende ancora più piacevole e lungo. Un vino particolare che vale tutti i peraltro pochi euro a cui lo abbiamo acquistato.

Due vini quindi completamente differenti seppur  prodotti con l’intenzione di valorizzare un vitigno autoctono poco diffuso e come abbiamo visto almeno nel caso dell’Uva  Ruggine quasi scomparso. Due modi differenti di interpretare un vitigno, nobilitandolo, cercandone di fare un vino importante nelle intenzioni di  Leone Conti. Mentre, non avendo notizie in proposito posso invece pensare che i vignaioli dell’Enfer hanno preferito vinificare il loro Mayolet giocando sull’immediatezza e l’apparente semplicità. Non sarei onesto con me stesso se non dicessi che pur avendo apprezzato l’An Ghin Go ho preferito la generosa spontaneità  del Mayolet.

 

 

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Scrivo di Vino e Cibo
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