Riesling mon amour !

vite di Riesling in Mosella

Adoro il Riesling. I vini ottenuti da questo nobile vitigno, insieme ai bianchi di Borgogna, sono tra quelli che più apprezzo e bevo. Freschezza, longevità, complessità sono gli aggettivi che prima mi vengono in mente per definire i vini che nascono da questa uva. Non ho dimenticato il terroir, credo che il Riesling, parimenti allo Chardonnay di Borgogna, sia il vitigno a bacca bianca che meglio rappresenta il suo territorio di elezione trasferendolo perfettamente nel bicchiere, tanto che i degustatori più esperti (che invidia) riescono durante gli assaggi alla cieca a capirne la zona di provenienza e perfino il produttore e il cru. Non mi sono fatto quindi sfuggire, durante il Merano Wine Festival, una interessantissima degustazione di Riesling condotta dal bravo Gian Luca Mazzella. Prima di parlare dei vini che ho avuto la fortuna di degustare mi sembra doveroso fare un plauso a Gian Luca per come ha condotto la degustazione. Mai saccente ne cattedratico, nonostante sia uno dei degustatori più preparati al mondo su questo vitigno, ha parlato dei vini man mano che venivano serviti senza perdersi in tecnicismi inutili ma preferendo raccontare storie di uomini che hanno fatto la fama di questo vitigno. Più che una degustazione guidata è stata una interessante discussione tra amici dove ognuno ha portato il suo contributo confrontandosi con gli altri. Un paio d’ore volate in modo piacevole e che sicuramente hanno arricchito il bagaglio di esperienza di ognuno dei partecipanti. Non vi tedierò con notizie ampelografiche su questo nobile vitigno facilmente rintracciabili in rete, riporto solo un paio di curiosità utili per mettere meglio a fuoco la storia recente del Riesling. I Riesling tedeschi sino alla seconda guerra mondiale erano tra i vini più cari del mondo presenti nelle carte dei vini dei ristoranti più famosi del mondo alla pari dei grandi vini di Bordeaux. Dopo la seconda guerra mondiale il mercato del Riesling tedesco ebbe un crollo dovuto anche alla tragedia dell’olocausto, molti di coloro che commerciavano questi vini dalla Germania nel mondo erano ebrei, i più fortunati abbandonarono o dovettero abbandonare le loro attività commerciali per fuggire all’estero, molti invece perirono nei campi di concentramento. Tornando alla degustazione i vini assaggiati sono stati poco più che una dozzina ma abbastanza per avere una panoramica abbastanza ampia su questo vitigno e i suoi terroir di elezione. Per descrivere i vini ho semplicemente riportato le note di degustazione appuntate sul mio taccuino. Tutti i vini erano sicuramente più che apprezzabili, alcuni troppo giovani altri perfettamente maturi, nessuno comunque che denunciasse difetti di vinificazione o evidenti note di evoluzione. Francamente non amo più di tanto i termini tecnici con cui si descrivono normalmente i vini, preferisco un linguaggio più spiccio, più legato alle emozioni del momento, ma capisco che magari descrivere un vino in questa maniera è meno comprensibile a qualche amico che mi legge quindi ho preferito una descrizione più tradizionale.

vigneto in Mosella

Nahe : Weingut Dönnoff 2009 Hermannshöhle Riesling Grosses Gewächs Weingut

Questa cantina produce vini sin dal 1700 e usa legni grandi per l’affinamento. Molto fresco, dalle intense note floreali che poi lasciano spazio a sentori più fruttati come l’albicocca e il chinotto. A caratterizzarne la beva è l’equilibrio tra il dolce e il sapido. Mi è piaciuto molto, ma lo lascerei in cantina per almeno un lustro prima di riaprirne una bottiglia.

Rheinessen : Weingut Wittmann 2009 Morstein Riesling GG

Questa cantina opera nel distretto vitivinicolo più grande di Germania e lavora in regime biodinamico dal 2000. Vino che colpisce per la freschezza e l’intensità del frutto in perfetta simbiosi tra acidità e sapidità. Al naso si fanno sentire soprattutto i profumi dolci di frutta quale ananas maturo, kiwi e frutta secca alleggeriti da una fresca vena salina e dei sentori di erbe officiali. Anche questo un vino che mi è piaciuto per il suo equilibrio, nonostante la giovane età. Seppur più pronto del precedente, aspetterei comunque qualche anno prima di berlo.

Pfalz : Dr Bürklin-Wolf 2009 Kirchenstük G.C.

Anche questa cantina utilizza i protocolli del biodinamico. Vino molto elegante, ancora con un’acidità dirompente che solo qualche anno di bottiglia riuscirà a domare. Mi è piaciuto tanto al naso dove ai fiori e alle note di frutta a polpa bianca si sommava una piacevole nota affumicata, rocciosa la nota minerale, timo e lavanda tra le note erbacee. Il vino meno pronto della prima batteria di vini degustati con ancora davanti a se molti anni di longevità.

Domaine Weinbach 2008 Grand Schlosseberg Cuvée Sainte Chaterine “L’inedit”

febbraio, vigneto Domaine Weinbach

Vino proveniente da uno dei primi Grand Crù registrati in Alsazia, se ricordo bene il primo, prodotto da una delle aziende più conosciute di questa importantissima regione vitivinicola francese. Ho visitato di recente questa cantina, tutta declinata al femminile, condotta da Colette Faller e dalle figlie Catherine e Laurence. Catherine si occupa della commercializzazione mentre è Laurence a seguire tecnicamente l’azienda. Vino molto ricco di ciccia, mi ha affascinato per la bella nota di agrumi canditi che insieme a quella di rosa appassita ne caratterizza il profilo olfattivo dove non mancano note floreali e balsamiche. Mi ha anche impressionato per l’acidità irruenta che tiene su una struttura di un certo peso. Manco a dirlo anche questo ha bisogno di stare ancora un bel po in cantina.

in cantina Domaine Weinbach

Weingut Prager 2007 Klaus Smaragd

Vino proveniente dall’austriaca Wachau altra importantissima regione vitivinicola europea. Agrumi, pepe, cardamomo e una ricca vena minerale, quasi pietra focaia al primo approccio olfattivo, bocca carnosa, molto persistente, sapida, ricca di acidità che ne supporta bene la forte struttura, lunghissimo e fresco il finale. Mi è piaciuto per la progressione con cui mi ha conquistato la bocca, lenta ma inesorabile, una volta conquistatala sembrava non volesse lasciarla più. Apprezzabile anche adesso, migliorerà sicuramente con il passare degli anni.

Weingut Hirtzberger – 2006 Singerriedl Smaragd

Questo vino austriaco mi ha colpito per la maturità dei profumi, dolci e morbidi quelli fruttati ingentiliti da un appena accennato idrocarburo, mentre a rinfrescare il tutto era una deliziosa nota di timo. Molto accattivante all’assaggio, alla morbidezza alcolica, quasi glicerica, fa da contraltare un ancora spiccata acidità marina che lo alleggerisce non poco accompagnandolo per tutto il lunghissimo finale. Un vino davvero emozionante.

Weingut Knoll 2003 Schütt Smaragd

Con questo vino cominciamo ad andare un po indietro con gli anni, il colore già più carico dei precedenti ha dei bei riflessi brillanti e dorati. Travolgente il naso dove si fanno spazio a gomitate frutta esotica, albicocca in confettura, banana candita, geranio, menta, una nota cupa quasi sulfurea, sensuale al palato dominato dal perfetto equilibrio tra acidità e corpo. Si attacca al palato e non vuole abbandonarlo grazie ad una persistenza praticamente eterna. Ecco di questo ne vorrei un paio di casse in cantina.

Weingut FX Pichler 2002 Kellerberg Smaragd

Pichler non ha certo bisogno di presentazioni così come questo vino decisamente intrigante. Avvicinandolo al naso è l’idrocarburo in evoluzione che colpisce, mai troppo pungente, ma dolce ed etereo, dopo un paio di minuti a venire fuori è uno splendido frutto a movimentarne il profilo olfattivo, pesca gialla, albicocca, fresche note agrumate che mi fanno pensare al bergamotto, erbe aromatiche e un bel miele che torna anche in bocca dove l’acidità vibrante ancora non doma dona a questo vino una freschezza quasi inaspettata e impensabile ad altre latitudini. Scioccante, uno dei migliori vini della serata.

Maison Trimbach 1997 Riesling Cuvée Frédéric Emile

Ritorniamo in Alsazia da uno dei produttori più conosciuti dell’intera regione. Produttore a cui sono particolarmente legato, i suoi gewurztraminer mi hanno allargato non poco gli orizzonti quando ho cominciato ad approcciare quel vitigno. Straordinariamente elegante e armonico al naso, fruttato, ricco di fresche note vegetali come il rosmarino e l’alloro, iodato di sale marino e fresco di agrumi. In bocca più che l’acidità a tenerlo su è la sapidità che gli da nerbo, mentre a trattenerlo al palato è la dolcezza, nel lunghissimo finale insieme al miele ho ritrovato gli agrumi. Da bere subito ad averlo!

Domaine Zind Humbrecht 1990 Brand

Sono stato di recente nella bellissima cantina di Zind Humbrecht, una mezza giornata interessantissima insieme ad Oliver Humbrecht

Oliver Humbrecht

che oltre a farci visitare i vigneti ha aperto davvero di tutto e di più. Di questo vino mito, come di altri, ce ne ha fatto provare diverse annate proprio per farci sentire meglio l’evoluzione nel tempo.

nella cantina di Zind Humbrecht

Il ’90 è un vino estremamente complesso con un naso imponente che spazia dai fiori alle erbe aromatiche alla pesca matura, alla resina e all’eucaliptolo, ma anche spezie, muschio e una leggiadra nota marina che si integra perfettamente nel contesto chiudendo con note di camomilla e miele. Sensualissimo in bocca, morbido, setoso, incede senza cedimenti come una top model sul parterre, elegante, fresco, ampio con un finale di struggente bellezza da farti pensare di non bere più altro per almeno un paio di giorni. Grandissimo.

Ruwer: Von Schubert Maximin Grünhäuser – 1983 Abtsberg Kabinett

Già il colore è un programma praticamente nessun segno di evoluzione, poi un impatto olfattivo fresco di note floreali, muschio sino a sfiorare il sottobosco bagnato per allargarsi alla frutta gialla molto matura, al rosmarino, ad un minerale molto salino, al profumo del mare incontaminato e perfino vaniglia. Anche al bicchiere la prima sensazione è quella di freschezza, acidità ben presente, perfino ancora un po astringente, bello in bocca, accattivante, polposo, succoso, non stanca per nulla nonostante la dolcezza spiccata ammansita dalla nota marina che in bocca diventa sapida e che ne rinfresca anche il finale lunghissimo. Vino strepitoso.

Saar: Weingut Egon Müller-Scharzhof – 1999 Scharzhofberger Riesling Spätlese

Altro vino molto complesso e profondo come solo un riesling riesce ad esserlo, ancora integro nel colore paglierino con riflessi verdolini. Affascinate al naso, una sinfonia dove dopo un assolo iniziale di anice stellato subito dopo arrivano la noce moscata, il timo, il sorbo, l’ananas stramaturo, l’idrocarburo gentile e una mineralità quasi pietra focaia ma meno pungente, più sfumata, sfaccettata. In bocca è grasso, ma non pesante, fresco di sapida acidità, equilibrato, non stucca, persistente e ampio chiude con un’intrigante tocco di cedro candito.

Rheingau: Schloss Johannisberg – 1971 Schloss Johannisberger Riesling Rosalack Auslese

Il vino più “anziano” della degustazione, frutto di una grande annata, molto ricco al naso, iodato, mallo di noce, speziato di cannella, fumè, idrocarburo, tamarindo, note più fresche di agrumi, erbe aromatiche e balsamiche. Prima di assaggiarlo ho indugiato a lungo sul colore, splendido, dorato, brillante, un gioiello. In bocca è prepotente, se ne impossessa subito con voluttà, come il bacio di un’amante, ancora una bella acidità viva e fresca, dolce di miele alle labbra sul palato si dispiega splendidamente in perfetto equilibrio dolce/secco senza sbavature e cedimenti di sorta. Molto lungo il finale, intenso, pieno, sapido, con un leggero tono di affumicato. Stupendo.

Mosella: Weingut J.J. Prüm – 1994 Wehlener Sonnenuhr Auslese

Probabilmente la cantina più famosa della Mosella con vigneti dalle pendenze pazzesche sino al 70% produce Riesling tra i più apprezzati al mondo. Al naso spiccano le sensazioni legate alla frutta, susina, pesca, frutto della passione, agrumi, ma anche pasta d’olive, una mineralità terrosa e delle leggere sfumature da idrocarburo. Bocca freschissima, matura, con un frutto succoso dalle belle sfumature agrumate, le note agrumate lo accompagnano per tutto il lungo finale. Ha ancora una vita innanzi.

Mosella

Austria

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Informazioni su Massimo Lanza

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2 risposte a Riesling mon amour !

  1. Lucia ha detto:

    Bellissimo post… anche per una a digiuno come me! Mi segno le etichette.. e ne approfondirò la “cultura” 🙂

  2. Marilena Barbera ha detto:

    Sempre a trattarti bene tu! 😉

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